Milano: botte e insulti perché mangiano vegano

Senza alcun motivo, in gruppo hanno aggredito con ferocia un 31enne che cenava col fratello in un ristorante vicino a Porta Romana. In quattro sono stati arrestati dai carabinieri della compagnia Duomo, tutti tra i 20 e i 18 anni.

È accaduto ieri sera, attorno alle 22. L’unica “colpa” della vittima era quella di mangiare cibo vegano. E, con questa scusa, hanno fatto il possibile per litigare. Occhiate e insulti, invitandolo ad alzarsi e a seguirli: “Vergogna!”, “Che cosa mangi?”, “Fai schifo!”. Finché lui, stanco, non si è alzato dal tavolo e si è avvicinato. Così hanno girato l’angolo di via Lazio e hanno iniziato a picchiarlo, colpendolo anche con una bottiglia e un posacenere a colonna che era piazzato sulla porta di un locale.

Subito è intervenuto il fratello del 31enne per salvarlo. Ed è riuscito ad aiutare la vittima a rialzarsi da terra e a sfuggire agli aggressori che, inizialmente si sono allontanati. I due fratelli sono andati nel ristorante a chiedere aiuto e a lanciare l’allarme. Ma il gruppo di cinque ragazzi – uno di loro è riuscito a fuggire prima dell’arrivo dei carabinieri – è tornato nel locale. Di nuovo sono stati insulti e botte.

Poi i tre si sono allontanati portandosi dietro il giubbotto della vittima con il cellulare e il portafogli custoditi nelle tasche. All’arrivo dei carabinieri della compagnia Duomo, i quattro aggressori erano nel parchetto di viale Caldara. Avevano nascosto la refurtiva in un secchio della spazzatura, forse con l’intenzione di recuperare tutto in un secondo momento. Ma sono stati fermati prima e accompagnati al carcere di San Vittore, con le accuse di rapina aggravata e lesioni.

Fonte: lastampa.it

Maltrattamenti su bambini: a processo maestra e preside

Andrà a processo non soltanto la maestra 59enne, ma anche il preside, accusato di omesso controllo, per la vicenda dei presunti maltrattamenti nei confronti dei bambini nella scuola materna statale di Susa che aveva portato all’arresto dell’insegnante nel gennaio 2018.

Il pm Mario Bendoni, che coordina l’inchiesta, ha infatti ipotizzato il concorso nel reato di maltrattamenti (“commissivo” per l’insegnante e “omissivo” per il preside) e ha chiesto il rinvio a giudizio per entrambi a metà maggio 2018.

L’udienza preliminare è fissata a metà luglio 2018.

Fonte: torinotoday.it

Prato, la casa di riposo degli orrori: frasi shock e maltrattamenti agli anziani ospiti

Violenze verbali e fisiche di una crudeltà agghiacciante quelle che alcuni infermieri e operatori socio sanitari della casa di riposo di Narnali (PT) operavano ai danni degli anziani pazienti della struttura.

Inchieste e denunce erano scattate già nel 2014 e lunedì 15 gennaio 2018, durante il processo a carico delle quattro imputate che hanno scelto il rito ordinario, sono state ascoltate nuove, terribili, frasi rivolte a quegli anziani indifesi.

“Respiri male? Noi l’ambulanza non la chiamiamo, tanto muori stasera. Anzi, adesso ci firmi un foglio e ci lasci la casa”.

Questa solo una fra le tante vessazioni che infermieri ed operatori socio sanitari riversavano sugli anziani pazienti ricoverati nella casa di riposo di Narnali (Prato), vicenda sulla quale era intervenuto a caldo anche il Consiglio Direttivo del Collegio Iapsvi di Prato.

Sono state le testimonianze di due studenti infermieri a far partire le indagini. Grazie ai loro racconti e ai filmati effettuati anche con i loro smartphone, quattro tra infermieri e Oss sono finiti sotto processo con il rito ordinario e altri nove infermieri sono stati condannati dal giudice per l’udienza preliminare nel 2016.

“Quella donna mi fa schifo, mi auguro di non vederla mai più, nessuno dovrebbe trovare un’infermiera come lei”, così uno dei due studenti, che voleva “imparare la professione e mi sono trovato davanti gente così”: violenze verbali e fisiche di una crudeltà inaudita nei confronti degli anziani indifesi e non mancavano nemmeno derisioni e umiliazioni nei confronti dei tirocinanti stessi da parte dell’infermiera tutor.

Fonte: www.nurse24.it