Maltrattava cane, ora abusa dei famigliari

Lo scorso aprile, a Roma, un uomo aveva ucciso il cane del figlio della convivente, una femmina di Jack Russell di nome Lilly, gettandola dal settimo piano.

L’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, ha deciso di querelare il responsabile non solo per uccisione di animali ma anche per maltrattamenti in famiglia, chiedendo all’autorità giudiziaria di adottare le necessarie misure “in materia di responsabilità genitoriale”, compreso l’allontanamento dell’uomo dalla casa familiare. Il folle gesto, infatti, era avvenuto sotto gli occhi del bambino. Come si legge nella querela, “il maltrattamento di animali è un indicatore specifico di potenziali successive violenze fisiche e/o psicologiche su soggetti deboli, come donne, minori e anziani, esposti ad atti violenti da parte dell’abusante 7,6 volte in più dei contesti in cui gli animali non vengono minacciati o abusati”.

Fonte: solocane.it

Maltrattamenti su bambini: a processo maestra e preside

Andrà a processo non soltanto la maestra 59enne, ma anche il preside, accusato di omesso controllo, per la vicenda dei presunti maltrattamenti nei confronti dei bambini nella scuola materna statale di Susa che aveva portato all’arresto dell’insegnante nel gennaio 2018.

Il pm Mario Bendoni, che coordina l’inchiesta, ha infatti ipotizzato il concorso nel reato di maltrattamenti (“commissivo” per l’insegnante e “omissivo” per il preside) e ha chiesto il rinvio a giudizio per entrambi a metà maggio 2018.

L’udienza preliminare è fissata a metà luglio 2018.

Fonte: torinotoday.it

Aggredisce gli anziani genitori per soldi: arrestato

Da tempo minacciava e aggrediva gli anziani genitori, sempre per ottenere denaro. L’altro pomeriggio un alterco particolarmente violento e l’aggressione alla madre di 69 anni, spedita in pronto soccorso con contusioni e lesioni multiple: così è stato arrestato dai carabinieri di Melzo un 41enne pregiudicato. Ora si trova al carcere di San Vittore, con l’accusa di maltrattamenti in famiglia.

Sono stati gli stessi anziani genitori, l’altro giorno, dopo l’incubo vissuto, a chiedere l’intervento delle forze dell’ordine. In casa i militari hanno trovato uno scenario testimone della convivenza turbolenta e della violenta sequenza consumatasi: la casa sottosopra, i due anziani genitori terrorizzati, la donna con i segni delle percosse ricevute. Davanti ai militari la coppia ha raccontato l’accaduto e denunciato una situazione per loro ormai terrorizzante: la convivenza sempre più difficile con il figlio ultraquarantenne violento, le continue richieste di denaro, un’aggressività sempre maggiore nei loro confronti.

Quel giorno l’episodio più grave: un alterco culminato in una aggressione fisica alla signora 69enne, medicata dai sanitari in pronto soccorso per lesioni e contusioni guaribili in un paio di giorni. Il racconto della coppia e l’evidenza dei fatti hanno fatto scattare le manette ai polsi dell’uomo, poi rintracciato, e ora formalmente accusato di maltrattamenti in famiglia. Il 41enne è stato prima trasferito in caserma per le formalità di rito, e poi, nella giornata di sabato, portato a Milano al carcere di San Vittore, dove rimane a disposizione dell’autorità giudiziaria competente. Nessun ulteriore ragguaglio sui motivi delle acredini e la causa scatenante dell’ultima lite, riconducibile comunque a una richiesta di denaro: il rifiuto dei genitori, ormai esasperati, ha scatenato l’ira del figlio.

Fonte: ilgiorno.it

Abusi su moglie e figli: arrestato a Milano

Alle volte, se non si trova il coraggio di denunciare le violenze per sè stesse bisogna trovarlo per i propri figli. Alcune volte c’è bisogno di qualcuno che porga una mano e che aiuti a trovare quel coraggio che potrebbe mancare. In questo caso l’aiuto è arrivato dall’unità di tutela Donne e Minori della polizia locale di Milano.

La storia che racconto si è svolta lo scorso gennaio in uno dei quartieri popolari di Milano, in zona Baggio, ed è la fine di un lungo incubo che ha segnato la vita di una donna sposata dal 2003 con un pluripregiudicato disoccupato, alcoolizzato, cocainomane e violento, che la minacciava sin dai primi tempi del loro matrimonio.

L’uomo, con il trascorrere degli anni, aveva aumentato i suoi atteggiamenti aggressivi, violentandola e tempestandola di botte, diventando aggressivo anche con i figli, 4 bambini fra i 6 e i 14 anni, che vivevano costantemente terrorizzati.

Finalmente, lo scorso 16 gennaio, con l’aiuto della polizia locale milanese, la donna ha denunciato il marito per i ripetuti maltrattamenti e le violenze sessuali cui era sottoposta. Dopo la denuncia, nel giro di pochi giorni la polizia locale ha acquisito, testimonianze di parenti e conoscenti e prove supportate da alcune registrazioni audio dei comportamenti violenti dell’uomo.

Preso atti della gravità della situazione il 27 di gennaio l’umo è stato arrestato e posto in custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Milano, liberando così sia la madre sia i suoi figli.

Fonte: zoommilano.it

Vietnam: il mercato shock della carne di cane

Un attivista anonimo che si batte per la tutela dei diritti degli animali ha documentato l’orrore quotidiano in un mercato di carne di cane in Vientam. Lungo le strade, un via vai di persone che in bicicletta, in auto o con dei furgoni trasportano cani ammassati nelle gabbie per venderli come alimento. Cani destinati a semplici cittadini o a ristoratori. Il loro destino è atroce e spesso vengono scuoiati e bolliti vivi. Far soffrire l’animale prima di ucciderlo è una tradizione orrenda che renderebbe più gustosa la carne di cane. La carne di cane, ricorda the Sun, è apprezzata in tutto il sud est asiatico per le sue qualità e contribuirebbe ad aumentare la libido maschile.

Cani randagi, esemplari rubati davanti alla porta di casa. Un mercato non regolamentato e spesso illecito. Negli ultimi anni sono aumentate le proteste degli animalisti che tentano di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla sofferenza di questi animali. Michele Brown, amministratore delegato della cooperativa Fight Dog Meat, ha spiegato che si tratta di una battaglia difficile. “Molti ritengono che la carne di cane aumenti la libido di un uomo, allievi i dolori articolari e che guarisca le malattie. Ma niente di tutto ciò è scientificamente provato”, ha dichiarato Brown.

Una carne che deve essere dura, a differenza della carne che in occidente deve essere tenera. Per questo i cani vengono terrorizzati, in modo da mettere in circolo l’adrenalina che renderebbe più gustosa la loro carne.

Secondo alcuni dati, in Vietnam ben cinque milioni di cani, tra i quali molti rubati, sono destinati al commercio alimentare ogni anno. Inoltre, proprio ad Hanoi sarebbe aumentato il numero di ristoranti che servono nel menu carne di cane. Un consumo in aumento grazie al commercio illecito e ai furti degli animali domestici.

Modalità brutali alle quali vengono sottoposti gli animali. Prelevati dalle loro abitazioni, tramortiti o avvelenati, i cani vengono riempiti di acqua per aumentare il loro peso. Un costume che venne documentato da un altro video che testimoniava l’usanza di “pompare i cani di acqua” per venderli in base al loro peso.

Fight Dog Meat si batte affinché i governi asiatici vietino questo consumo e questi orrori. In nessun caso, il benessere dell’animale viene tutelato.

Fonte: amoreaquattrozampe.it

Per fermare gli abusi servono punizioni severe

Pene severissime contro gli autori di violenze e maltrattamenti ad anziani; licenziamento immediato del personale di strutture socio – assistenziali colto in flagranza di reato; chiusura delle strutture; installazione di impianti di video – sorveglianza h24 in ogni centro che svolge funzioni di servizi per anziani, disabili e bambini: sono le richieste di emergenza di Aldo Di Giacomo, segretario generale del SPP (Sindacato di Polizia Penitenziaria) per bloccare immediatamente il fenomeno di autentica emergenza che, come dimostra la bruttissima vicenda della casa – famiglia di Sant’Alberto, frazione di Ravenna, dove due persone sono state arrestate lunedì notte dai carabinieri con l’accusa di avere maltrattato almeno sei anziane tra gli 85 e i 90 anni, in tutto il Paese non accenna a placarsi. “Siamo di fronte a reati infami.

Le vittime sono spesso persone non del tutto autosufficienti o completamente dipendenti da altre. Solo due giorni fa – sottolinea Di Giacomo – si è registrato un altro odioso caso a Venosa, in provincia di Potenza, con violenze e maltrattamenti nei confronti di disabili con le terribili immagini riprese da telecamere disposte da magistrati e trasmesse in servizi televisivi. Pertanto, non basta più esprimere sdegno e solidarietà e vicinanza alle vittime e alle loro famiglie per quello che abbiamo definito tra i reati più infami, l’’anzianicidio’, e in generale il reato che ha come vittime i più deboli, specie nel caso di disabili.

Ogni giorno nel nostro Paese – ricorda il segretario del S.PP. – circa 770 persone di 66 anni e oltre sono vittima di truffa, rapina e furto. Se si fa riferimento solo alle denunce presentate nel 2015 le vittime in Italia sono state 276.287. Ogni 100.000 abitanti si contano tra gli anziani 417 vittime di furti, 31 vittime di truffe e 7 vittime di rapine, per un totale di 455. Nell’ambito della campagna denominata ‘vittime e carnefici’ che abbiamo avviato in tutto il Paese – annuncia Di Giacomo – tra le iniziative a tutela delle fasce più deboli che è da sempre uno dei compiti che le forze dell’ordine assolvono con particolare attenzione, istituiremo un Osservatorio sul fenomeno per chiedere un impegno adeguato da parte del nuovo Parlamento. Intendiamo presentare, di intesa con le associazioni più rappresentative di pensionati ed anziani, una serie di proposte tra cui l’adeguamento delle attuali norme di legge particolarmente favorevoli ai ‘carnefici’ che se la cavano al massimo con l’arresto domiciliare e non dalla parte delle vittime, con l’introduzione e quindi il riconoscimento del reato di ‘anzianicidio’”.

Fonte: ravenna24ore.it

Abusi e violenze su disabili: 8 arresti

Calci, pugni, schiaffi e “trascinamenti a terra”: questo il trattamento riservato ai pazienti di una struttura riabilitativa di Venosa e scoperto dai carabinieri del Nas.
Otto persone sono state arrestate e poste ai domiciliari nell’ambito dell’operazione sui “ripetuti e violenti” maltrattamenti su disabili commessi nella struttura riabilitativa dei “Padri Trinitari” di Venosa (Potenza).

Questo “l’inaccettabile e penoso sistema di vita quotidiano” che hanno dovuto subire alcuni ospiti dell’istituto a Venosa. Secondo quanto spiegato dalle forze dell’ordine, le indagini sono cominciate dopo la denuncia della madre di un paziente che aveva notato “ematomi e graffi” sul corpo del figlio. La donna si era rivolta al personale dell’istituto di riabilitazione, ricevendo in risposta “sempre spiegazioni evasive e di comodo”.

In seguito all’episodio di Venosa, il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, ha chiesto interventi immediati per garantire la sicurezza dei disabili: “Subito telecamere di sorveglianza in tutte le case di cura e le strutture sanitarie che si occupano di anziani e disabili.

Oramai – aggiunge – non passa giorno senza la notizia di arresti e inchieste su maestre e dipendenti di case di cura e strutture sanitarie accusati di percosse e maltrattamenti su bambini, pazienti anziani o disabili. Siamo di fronte ad un preoccupante allarme ed è evidente che servono più controlli su tutto il territorio, per verificare le condizioni di assistenza ai pazienti e l’adeguatezza del personale in servizio. Il Ministero della salute deve intervenire sia effettuando ispezioni a tappeto nelle case di cura e raccogliendo le segnalazioni dei pazienti e dei loro familiari, sia installando telecamere di videosorveglianza in tutte le strutture”.

Cina: cane maltrattato durante le riprese di un film

Sono immagini sconcertanti quelle diffuse dall’organizzazione internazionale animalista Peta. La scena riguarda il maltrattamento di un cane, un pastore tedesco, durante le riprese del film “Crazy Alien” di Hao Ning in Cina. Nella scena, l’animale veniva rapito dagli alieni. Il pastore tedesco è stato chiuso in una gabbia sollevata ad oltre sei metri di altezza da una gru. Nelle immagini del video si vede chiaramente che ad un certo momento gli addetti lasciano una corda di sicurezza. La scena termina con la gabbia che sbatte contro una recinzione per cadere in un fiume gelido.

Immediate le parole di sdegno anche da parte di alcuni attori come Matthew Morrison. Il giovane attore americano ha subito condiviso il video su Twitter, commentando di avere il cuore spezzato nel vedere un animale trattato in questo modo. Morrison si è detto sorpreso che nessuno si sia opposto. “Se fossi stato sul set o fossi venuto a conoscenza dei fatti, avrei fatto di tutto per fermare questa scena”.

Peta ha denunciato il maltrattamento, precisando tra l’altro che l’acqua non solo era gelida ma che la corrente era molto forte. Per finire Peta ha ricordato che purtroppo “in Cina non ci sono leggi che proteggano gli animali sui set cinematografici.”

Una vera e propria tortura in diretta. Un film crudele per cui Peta invita gli spettatori a boicottare il film. Dal canto suo, la società di produzione, la Dirty Monkey Films Group, non ha ancora fornito una dichiarazione sull’accaduto.