Violenza su anziani, tre arresti a Nuoro

“Aiutatemi, questo mi sta ammazzando”. Le grida disperate di un anziano vittima di percosse da parte di un operatore sociosanitario della casa di riposo “L’accoglienza” di Nuoro sono contenute nel video choc diffuso dalla Polizia che ha scoperto maltrattamenti e abusi sugli anziani arrestando tre persone, più altre tre con obbligo di dimora.

La direttrice, Rosanna Serra, 55 anni di Nuoro, è finita ai domiciliari, mentre due operatori, Ignazio Poggiu, 55 anni, e Gianluca Porcu, di 38, anche loro nuoresi, sono stati rinchiusi nel carcere di Badu ‘e Carros. Per altri tre infermieri, Maria Laura Cadau, 46 anni di Macomer (Nuoro), Luciano Mulas, 39 anni di Ittiri (Sassari) e Genci Nikaj, albanese di 46 anni, la misura cautelare richiesta è l’obbligo di dimora.

I sei sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di maltrattamenti e violenze ai danni dei degenti, molti dei quali affetti da handicap o gravemente malati. Per la Procura di Nuoro, sono gravissime le condotte adottate dagli operatori: percosse, schiaffi e calci ai 26 ospiti della struttura, tutti ultrasettantenni. A perpetrare la maggior parte delle azioni violente sarebbero stati Poggiu e Porcu. Spesso gli anziani venivano legati e chiusi in una stanza, specialmente di notte in modo che gli operatori non venissero disturbati. La mattina venivano svegliati prestissimo, preparati e lasciati in stanze al freddo. In molti casi non venivano lavati e le dosi dei medicinali venivano duplicate rispetto alla prescrizione medica per aumentare l’effetto sedativo.

Dettagli resi noti dal procuratore Andrea Garau e dal capo della Squadra mobile di Nuoro, Paolo Guiso. “Abbiamo cercato di svolgere le indagini nel minor tempo possibile per tutelare le vittime – ha spiegato il procuratore – . Agivano con vigliaccheria, maltrattando e percuotendo persone inermi che non potevano rispondere alla violenza. Tutto aggravato dal fatto che la direttrice era recidiva, poiché rinviata a giudizio insieme al gestore, per abbandono di incapaci”. Alla donna, infatti, oltre ai maltrattamenti, vengono contestate anche la violenza e minacce nei confronti dei dipendenti della struttura affinché questi rendessero agli inquirenti dichiarazioni a lei favorevoli. I 26 ospiti sono ancora tutti nella casa di riposo, che non è stata sequestrata.

Il capo della Mobile ha tenuto a precisare che “nella struttura ci sono operatori che sanno fare il loro dovere con professionalità e umanità. La cosa fondamentale era bloccare gli operatori violenti e tutelare gli anziani ospiti”.

La casa di riposo era già stata sottoposta a sequestro preventivo l’8 giugno 2015 (quando si chiamava “Residenza Famiglia) per una serie di gravi carenze igienico sanitarie. In quell’occasione l’indagine della Procura era partita dopo il caso della morte sospetta di un anziano e il suicidio, anch’esso sospetto, di una paziente che si era lanciata dal quarto piano. Per quei fatti tra pochi giorni si aprirà il processo a Nuoro, in cui sono imputati la direttrice Rosanna Serra e il proprietario della struttura Gian Luigi Masala.

Fonte: ANSA – 25/05/2017