La Norvegia dice stop alla produzione di pellicce, a partire da volpe e visone

La Norvegia, primo produttore europeo di pellicce, ha deciso di vietarne la produzione e di smantellare progressivamente tutti gli allevamenti esistenti. Il governo, guidato dalla conservatrice Erna Solberg, ha deciso che il tutto avverrà in modo progressivo, puntando ad abbandonare definitivamente il settore entro il 2025.

Ad oggi in Norvegia sono presenti circa 250 allevamenti di animali da pelliccia, nei quali stanziano 760mila tra visoni e volpi secondo le cifre rese note dal ministero dell’agricoltura, il che fa della nazione scandinava più importante produttore europeo. Il comparto dà lavoro a circa 400 persone e genera un giro d’affari annuale compreso tra i 36 e i 52 milioni di euro. La normativa prevederà degli indennizzi per le aziende che dovranno chiudere i battenti.

Si tratta di una decisione storica da parte della monarchia, che segue quelle, analoghe, già assunte da tempo da Regno Unito, Austria, Paesi Bassi, Germania e Repubblica Ceca. La decisione è stata assunta soprattutto grazie al Partito liberale, che ha ottenuto alcune concessioni non solo dal punto di vista dei diritti degli animali, ma anche in tema di ecologia: saranno infatti resi parchi naturali alcune superfici ambite dalle industrie petrolifere.

“Si tratta di una grande vittoria per gli animali e per coloro che si battono per difenderli”, ha commentato Siri Martinsen, veterinaria e direttrice della principale Ong animalista della Norvegia, che chiede da 28 anni di introdurre la norma. Il mondo della politica ha d’altra parte ascoltato la volontà popolare, tenuto conto che, in un recente sondaggio, il 68 per cento dei norvegesi si è dichiarato contrario alle pellicce. Non a caso, la quasi totalità della produzione è da tempo destinata all’esportazione, principalmente verso la Russia e la Cina. Quest’ultima, in particolare, rappresenta il più grande mercato mondiale per le pellicce.

Fonte: www.lifegate.it


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