Truffe agli anziani: è emergenza nazionale

Si tratta di una vera emergenza che coinvolge tutto il territorio nazionale: non passa settimana che non si legga di denunce o arresti per raggiri ai danni di anziani, di solito soli, convinti con ogni genere di espediente a lasciare ingenti somme di denaro a “quasi” perfetti sconosciuti intestando loro immobili, conti correnti e, non ultimo, nominandoli prima gestori del patrimonio, poi eredi universali anche a discapito degli aventi diritto.

Raggiri e truffe alle persone “fragili” sono state al centro di un interessante confronto, voluto dall’assessorato alle politiche sociali del Comune, cui hanno partecipato rappresentati della magistratura, dei notai, dei medici, dell’Asl e altri tecnici impegnati per contrastare questo genere di frodi. Anche nell’Astigiano, come emerso durante il dibattito, ci sono stati casi di anziani pronti a intestare il loro patrimonio a sedicenti “nipoti”, o comunque che si presentavano come lontani parenti, ma che in realtà hanno messo in atto una sottile macchinazione per carpire la loro fiducia, entrare in confidenza, screditare eventuali parenti che avrebbero rappresentato un ostacolo per la riuscita del piano e, alla fine, abili a farsi intestare beni di varia natura o nominare unici eredi (legittima a parte).

Il reato più comune, in questi casi, è la “circonvenzione di incapace”, ma non si tratta di truffe vere e proprie perché chi compie questi atti per controllare il patrimonio della vittima, anche da viva (si pensi alla doppia firma sul conto corrente), il più delle volte non compie un imbroglio palese, né ricade nel reato di estorsione in quanto non obbliga la vittima con la forza a nominarlo erede nel testamento o a dargli somme di denaro. Il truffatore lavora di sponda, tenta di ingraziarsi in tutti i modi l’anziano allontanandolo dalla famiglia e da chi potrebbe invece intervenire per fermare il crimine.

Il problema c’è e deve essere affrontato, acquisendo nei casi più dubbi e nel rispetto del segreto professionale, il parere dei medici di base. Questi sono certamente più a conoscenza della storia di lungo periodo, sanitaria e relazionale, delle persone, e in grado di esprimere valutazioni più approfondite, complessive rispetto ad accertamenti diagnostici occasionali, o richiesti a professionisti all’oscuro della persona valutata.

Ora l’obiettivo più imminente è quello di coinvolgere anche i rappresentanti degli istituti bancari.


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