Maltratta per anni i genitori anziani: fermato

Nella giornata di ieri, il personale della Squadra di Polizia giudiziaria del Commissariato Centrale, ha notificato un provvedimento di divieto di avvicinamento alle parti offese, a distanza inferiore di 1 km, emesso dal GIP a carico di A.G., 44 anni, pregiudicato per reati contro il patrimonio e la persona, perché ritenuto responsabile dei reati di maltrattamenti aggravati contro familiari ed estorsione continuata.

La vicenda in argomento è stata compendiata in una corposa informativa redatta dal Commissariato Centrale, le cui risultanze sono state pienamente accolte dall’autorità giudiziaria.

In particolare gli accertamenti condotti hanno consentito di appurare che, gli anziani genitori di A.G. erano oggetto di continue violenze e vessazioni da parte del figlio cominciate nel lontano 2015 a seguito delle quali la madre 83enne in più circostanze è stata costretta a ricorrere alle cure dei sanitari dell’ospedale Vittorio Emanuele di Catania.

Le violenze e le minacce che costringevano i due anziani a vivere in uno stato di soggezione psichica e di paura, si verificavano puntualmente ogniqualvolta il figlio, nullafacente, avanzava richieste di denaro che i genitori non erano in grado di soddisfare.

Ultimo episodio risale nell’agosto 2017, l’uomo dopo aver ricevuto un rifiuto da parte dell’anziana madre, per una richiesta di denaro, l’ha presa a pugni e calci minacciando sia lei che il padre 83enne.

Maltrattamenti in casa di riposo abusiva: arrestati due coniugi

Anziani picchiati, umiliati, offesi. Un’altra casa degli orrori nel Trapanese, stavolta in contrada Nubia, a Paceco. La scoperta è della guardia di finanza di Trapani che descrivono un’abitazione adibita a casa di riposo, senza alcun permesso e priva di qualsiasi abilitazione comunale e sanitaria, gestita da due coniugi che adesso sono stati arrestati.

Violenza verbale e psicologica e anche medicine somministrate senza controlli sanitari allo scopo – dicono gli investigatori – di sedare gli ospiti della struttura. Marito e moglie sono indagati con l’accusa di lesioni aggravate, maltrattamenti e abbandono di persone incapaci, oltre che per esercizio abusivo della professione sanitaria. Le indagini, sotto la direzione della Procura di Trapani, hanno permesso, anche grazie all’ausilio di intercettazioni ambientali, di accertare che i coniugi percepivano circa 1000 euro al mese in nero per ogni assistito, vessando continuamente gli anziani.

L’immobile è stato sequestrato e nei confronti degli indagati sono state avviate indagini per ricostruire e sottoporre a tassazione i proventi illeciti conseguiti negli anni.

Pochi giorni fa un caso analogo era stato scoperto a Trapani, dove due badanti erano state arrestate per aver picchiato e minacciato per settimane l’anziana di 75 anni di cui invece si sarebbero dovute occupare.

Fonte: trapani.gds.it

Abusi e sevizie su 8 figli: a processo il padre-mostro

Il Tribunale del Nord vodese, ha esaminato il caso particolarmente squallido: un uomo è accusato di aver seviziato e abusato in diversi modi degli otto figli, mentre alla moglie sono rimproverate violenze, violazioni del dovere di assistenza o educazione e complicità negli atti commessi dal marito.

Interrogato al riguardo dai giudici, il vodese ha negato di aver abusato sessualmente dei figli, tre femmine e cinque maschi nati fra il 1996 e il 2014, ma la loro versione contrasta con quella del padre.

I ragazzi, ad eccezione dei più giovani, affermano di essere stati picchiati fin da piccoli. Poi il padre, che già malmenava e stuprava la moglie, ha sottoposto ad atti sessuali la figlia maggiore, quando la bambina aveva otto anni.

“Tutte le sere, papà veniva nella mia camera. Non potevo fare niente, mi costringeva a fare l’amore”, ha dichiarato piangendo una delle sue vittime. L’imputato ha minacciato a più riprese i figli affermando che se un giorno dovesse andare in prigione, ucciderebbe l’intera famiglia non appena liberato.

Agli abusi sono stati sottoposti anche i maschi. “Per giocare al computer, dovevamo toccare nelle zone intime papà”, ha dichiarato uno dei ragazzi, aggiungendo di sperare che al termine del processo “rimanga in prigione”.

I bambini sono stati maltrattati nonostante l’intervento, dal 1997, del Servizio vodese di protezione della gioventù e l’applicazione di una curatela di assistenza educativa per tutti i figli della coppia. Oltre a tracce di colpi sono state constatate carenze affettive, turbe della socializzazione e del linguaggio, problemi di alimentazione e mancanza di igiene.

I due imputati erano assenti all’apertura dell’udienza, dato che i figli non hanno voluto confrontarsi con i genitori. Accusato di diversi reati – fra i quali incesto, stupro, esposizione a pericolo della vita altrui – il padre sarà confrontato alle dichiarazioni delle vittime e dei testimoni dopodomani.

Fonte: cdt.ch

Bastona l’anziano compagno e lo truffa: via al processo

Vedovo, solo e in difficoltà per via dell’età, un uomo di Treviso ha vissuto gli ultimi anni accanto a una donna più giovane che oggi deve difendersi in Tribunale dalle accuse di maltrattamenti in famiglia, violenza privata e circonvenzione di incapace.

La vicenda è avvenuta a partire dal 2011 fino al 2015 in provincia di Treviso, dove i due abitavano. A mettere fine al rapporto di convivenza è stato, nel 2015, l’amministratore di sostegno a cui era stato affidato l’anziano poco prima di morire.

Dal blitz della Procura è emerso che l’anziano sarebbe stato ripetutamente tormentato, picchiato con un bastone, abbandonato senza mangiare e, in più occasioni, chiuso fuori casa.

La donna, approfittando del suo deficit cognitivo, era riuscita a farsi rilasciare la delega a operare sul suo conto corrente e secondo l’accusa, lo avrebbe convinto a vendere una casa per 125 mila euro, prosciugati nel giro di pochi mesi.

La figlia dell’anziano si è costituita parte civile e ha già ottenuto un sequestro conservativo. Si attendono ulteriori sviluppi sulla vicenda.

Fonte: ilgazzettino.it

Prende a bastonate un gatto: condannato a 4 mesi

Si tratta di una condanna unica nel suo genere in Italia. Inutili i tentativi dell’uomo di difendersi. Il giudice non gli ha creduto.

Una condanna esemplare, unica nel suo genere, che va ben oltre quanto richiesto persino dall’accusa. A Trapani, un uomo è stato condannato a 4 mesi di reclusione per maltrattamento di animali. L’uomo, un operatore marittimo di 62 anni, avrebbe colpito con un bastone un gatto che si era andato ad accovacciare nella cesta del bucato appena lavato lasciando anche degli escrementi.

Il 62enne ha cercato di difendersi dichiarando di non aver colpito l’animale, ma di aver semplicemente battuto a terra il bastone per spaventare il micio. Ma il giudice di Trapani Rossana Cicorella evidentemente non ha creduto alla sua versione e ha dato credito, invece, ai vicini che avevano denunciato l’uomo proprio per maltrattamenti. L’operatore marittimo, quindi, è stato condannato a 4 mesi di reclusione.

Si tratta di una condanna senza attenuanti, con la sola sospensione condizionale. Una condanna che, come abbiamo anticipato, è la prima di questo tipo in Italia e va ben oltre quanto la stessa accusa aveva chiesto: 2 mesi di carcere.

Dopo questa disavventura il 62enne ci penserà due volte prima di ‘aggredire’ qualche animale.

Fonte: www.cronacasocial.com

Spogliarono bambini per valutare abusi: a processo

Una vicenda incredibile, ma a farne le spese maggiori sono stati due piccoli fratellini del Riminese.

Una psicologa e un’assistente sociale sono chiamate a processo con l’accusa di perquisizione e ispezione personale arbitrarie per aver fatto spogliare a scuola i due bambini, con l’obiettivo di valutare la presenza di eventuali segni di maltrattamenti.

Il padre è invece a giudizio per calunnia: l’uomo avrebbe avuto intenzione di vendicarsi con l’ex moglie e il nuovo compagno. L’uomo un anno fa denunciò la donna, sostenendo che lei e il nuovo fidanzato picchiavano i figli.

Una mattina la psicologa e l’assistente sociale si presentarono nella scuola e, nonostante il rifiuto e l’opposizione del preside, decisero di agire portando i piccoli in un’aula e spogliandoli cercando segni di percosse senza trovarli.

I bambini confermarono la versione del padre, ma poi, quando la madre venne a sapere l’accaduto, denunciò le operatrici.

I bimbi poi ‘confessarono’ che era stato il padre a costringerli a mentire.

Fonte: www.trc.tv

Maltrattamenti all’asilo di Settimo: via al processo

Si sono aperti nel tribunale di Ivrea i due processi riguardanti i presunti maltrattamenti che due maestre dell’asilo nido comunale “Papà Cervi” di Settimo Torinese avrebbero inferto ai loro piccoli alunni. Le due maestre, entrambe di 60 anni, sono accusate del reato di maltrattamento di minori.

I fatti risalgono al 2015, quando i genitori di alcuni alunni dell’asilo nido comunale di Settimo Torinese cominciarono a notare comportamenti strani dei loro bambini. In particolare quando si avvicinavano ai bimbi questi si proteggevano istintivamente o cercavano di sottrarsi e al mattino si lamentavano, chiedendo di non andare all’asilo. Così in diversi avevano presentato denuncia ai carabinieri. La Procura di Ivrea aveva disposto un servizio di videosorveglianza nascosto per sei mesi, alla fine dei quali sarebbero emersi diversi episodi di vessazioni psicologiche, con urla e spintoni, ai danni di alcuni bambini.

Inizialmente le maestre denunciate erano state tre e tutte erano state temporaneamente allontanate dal plesso. Per una di loro la posizione è stata archiviata, mentre per la Scorpioni e la Brunelli, a novembre dello scorso anno, c’era stato il rinvio a giudizio. Ieri, però, l’avvocato Valentina Zancan in occasione dell’apertura dibattimentale per il processo alla Brunelli ha sostenuto che in fase di udienza preliminare il magistrato che ha disposto il rinvio a giudizio sarebbe stata incompatibile e avrebbe leso i diritti della difesa non permettendo la possibilità di patteggiamento.

Per la Brunelli, quindi, la Zancan ha chiesto di ricominciare dall’udienza preliminare annullando i precedenti passaggi. Alla richiesta si sono opposte la pm Chiara Molinari e gli avvocati di parte civile. Il giudice Ombretta Vanini ha rinviato al 15 febbraio riservandosi di esprimersi per quella data. Di conseguenza anche il processo parallelo all’altra maestra, la Scorpioni, ha condiviso medesima sorte con il rinvio alla stessa data.

Fonte: www.cronacaqui.it